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Acqua destinata al consumo umano Direttiva UE 2020/2184

Direttiva UE 2020/2184: come cambia la normativa per l’analisi delle acque potabili

Con la direttiva UE 2020/2184, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, cambia la normativa per l’analisi delle acque potabili.
Sono state infatti introdotte alcune novità al fine di monitorare sostanze e composti classificati come contaminanti emergenti che rappresentano un potenziale rischio per la salute umana.
Le nuove norme, in vigore dal 12 gennaio 2021 abrogano la direttiva 98/83 e saranno efficaci a partire dal 13 gennaio 2023.


Come cambia la normativa per l’analisi delle acque potabili.


Tra le novità introdotte dalla direttiva particolare importanza rivestono:
Acidi Aloacetici (HAAs)
Bisfenolo (A)
Colifagi somatici
Microcistina-LR
Uranio


Acidi Aloacetici (HAAs)

 

Gli Acidi Aloacetici (HAAs) sono composti che si generano come  sottoprodotti della disenfezione quando nei processi di potabilizzazione dell’acqua si impiegano disinfettanti a base Cloro o Ipoclorito (Acido ipocloroso HClO). Al pari dei trialometani, gli acidi trialoacetici sono stati classificati dalla IARC come probabili o possibili cancerogeni per l’uomo. In particolare, i composti portati all’evidenza dalla direttiva UE sono: l’acido monocloroacetico (MCA), l’acidodicloroacetico (DCA), l’acido tricloro-acetico (TCA), l’acido monobromo acetico (MBA) e l’acido dibromoacetico (DBA); il limite normativo è stato fissato 60 ug/L sulla somma dei composti.



Bisfenolo (A)

 

Il Bisfenolo (A) è una sostanza chimica usata per produrre plastiche e resine. Il Bisfenolo (A) è da anni classificato come interferente endocrino in grado di alterare l’equilibrio ormonale e il metabolismo dell’organismo. L’esposizione a questa sostanza chimica di sintesi è stata correlata in alcuni studi con al comparsa di malattie o disturbi quali infertilità, obesità diabete e cancro. Il limite è stato fissato a 2.5 ug/l.


Colifagi somatici

 

I Colifagi somatici sono virus che infettano la specie batteria Escherichia coli e specie correlate. I fagi non sono patogeni per l’uomo condividono molte proprietà con i virus umani: la composizione, la morfologia, la struttura e la modalità di replicazione. In particolare, i colifagi hanno un comportamento simile a quello dei virus enterici, in termini di sopravvivenza negli ambienti acquatici e di riposta ai processi di trattamento dell’acqua e dei reflui. I colifagi rappresentano quindi un indicatore migliore rispetto a quelli più comunemente usati, come i batteri fecali, per la presenza di virus nelle acque trattate. Il limite è stato fissato a 50 CFU/100ml.



Microcistina-LR

 

La Microcistina-LR è una molecola che appartiene alla categoria delle epatotossine; è tra le tossine più frequenti e più tossiche prodotte dai cianobatteri. I cianobatteri (noti anche che cianoficee o alghe azzurre) sono phylum di batteri fotosintetici presenti nelle acque superficiali dalle quali attingono molti impianti di approvvigionamento idrico. Grazie alle loro ampie capacità metaboliche di adattamento (alcune specie oltre ad essere fotosintetiche sono in grado di fissare anche l’Azoto), i cianobatteri sono presenti praticamente in tutte le acque terrestri. Alcune specie di questi batteri producono metaboliti secondari tossici per l’uomo, definiti cianotossine. Tali metaboliti possono essere di versa natura, principalmente alcaloidi o peptidi ciclici, e possono avere diversi organi bersaglio quali il cervello (Neurotossine) o il fegato (Epatotossine). Le Microcistine sono dei peptidi ciclici tossici per il fegato. Per la Microcistina-LR il valore guida di 0,001 mg/l è indicato dall’OMS per le acque destinate al consumo umano.


Uranio

 

L’uranio è un metallo pesante naturalmente presente in tracce nell’ambiente. i rischi derivati dalla tossicità biochimica dell’Uranio metallico, intesa come la capacità di reagire con i processi metabolici delle cellule umane, sono considerati maggiori rispetto alla tossicità derivante dalla radioattività. E’ stata dimostrata l’attività di distruttore endocrino causando l’aumento del rischio di infertilità e della probabilità di cancro dell’apparato riproduttivo. La direttiva UE 2020/2184 ne fissa il limite a 30 ug/l.


Presso il nostro laboratorio sono già in fase di studio e sviluppo alcuni metodi al fine di adeguare i pacchetti di monitoraggio analitico su acque potabili a quanto richiesto dalla Direttiva UE 2020/2184. Contattaci per maggiori informazioni o richieste di preventivo.

Versione italiana della Direttiva UE 2020/2184