Campionamento Chimico e Biologico

campionamento chimico e biologico

Il Campionamento Chimico è l’insieme delle operazioni atte a produrre un campione significativamente rappresentativo della sostanza da analizzare.[1]

Nel processo analitico il campionamento è importante quanto l’analisi stessa del campione e in alcuni casi, può contribuire in modo sostanziale nella determinazione dell’incertezza di misura correlata al dato analitico. E’ importante quindi che il campionamento sia eseguito in modo sistematico da personale qualificato e abilitato.

L’ottenimento di un campione rappresentativo infatti è in molti casi un’operazione complicata e deve essere eseguita secondo quanto prescritto da normative specifiche, ognuna adatta al tipo di matrice che si intende prelevare.

Anche il semplice campionamento di acque potabili, che potrebbe sembrare piuttosto ovvio (come mettere l’acqua in una bottiglia), in realtà è un’operazione che va eseguita con una certa perizia. Infatti, l’acqua presente nell’impianto idrico dell’abitazione, piuttosto che quella che staziona l’interno del rubinetto stesso, potrebbe non rappresentare effettivamente l’acqua di rete o di pozzo fornita al complesso. Questo perché lo stagnare dell’acqua nell’impianto idrico potrebbe far sì che questa solubilizzi alcune sostanze che compongo i tubi o al contrario, che alcune sostanze presenti nell’acqua ad ingresso impianto precipitino durante la permanenza nei tubi. Per un campionamento corretto dell’acqua, soprattutto se potabile, è quindi necessario far scorrere il liquido presente nei tubi per un opportuno periodo di tempo. Se il campionamento è eseguito anche per analisi di tipo biologico diventa importante il rubinetto: molti microorganismi infatti si sviluppano proprio nel rubinetto e l’acqua che vi arriva “pura” può uscirne contaminata. In questo caso la procedura corretta per il prelievo richiederebbe di flambare il rubinetto.

Se si passa al campionamento di solidi, quali ad esempio il campionamento di suoli, le cose si complicano. Infatti, mentre i liquidi sono di solito soluzioni e quindi per definizione, miscele omogenee, i solidi di norma non lo sono. Supponendo di avere un appezzamento di terreno è facile capire che le caratteristiche chimico/fisiche del suolo non saranno uguali ovunque. E’ quindi necessario seguire una procedura corretta atta, per un dato appezzamento, ad ottenere un numero congruo di campioni rappresentativi.

Altre matrici quali alimenti e rifiuti possono essere ancora più disomogenee del suolo.

Nel caso di campionamento di rifiuti, ad esempio, esiste una specifica norma (UNI 10802) che illustra per ogni tipo di rifiuto quale sia la procedura più corretta da eseguire. I rifiuti infatti sono rappresentati dai materiali più vari:è importante per avere risultati rappresentativi e ripetibili che il campionamento venga eseguito nel modo corretto e che la procedura di campionamento applicata sia condivisa da tutti gli enti che dovranno approcciarsi ai risultati dell’analisi.

Anche il campionamento di alimenti deve essere eseguito secondo quanto previsto da specifiche procedure. Si pensi ad esempio al campionamento del mais da un silos per l’analisi del contenuto di micotossine. Le micotossine sono prodotte da alcuni funghi (muffe) che si sviluppano sui chicchi di mais. Succede quindi che all’interno del silos alcuni chicchi,  infettati da questi funghi, contengano un valore elevatissimo di micotossine mentre altri non infettati dal fungo non contengano micotossine. Appare chiaro quindi che seguire la giusta procedura di campionamento sia importante quanto analizzare correttamente il campione. Infatti, dato un certo numero di chicchi “infetti” per una certa quantità di prodotto, è fondamentale sapere a priori quale è l’intervallo di probabilità di campionare un chicco contenente micotossine.

Un ambito tutto a sè stante è infine il campionamento di gas che si suddivide in campionamento di emissioni in atmosfera (quindi generalmente campionamento di flussi gassosi convogliati) e campionamento di aria in ambienti di lavoro o in ambienti esterni. In questo caso, oltre a specifiche procedure da seguire, è necessaria una serie di strumenti che permettano di campionare il gas secondo le prescrizioni delle norme.

Savi Laboratori & Service consiglia a tutti di rivolgersi a personale qualificato, non solo per le analisi ma anche per il campionamento. Questo perché, come detto, in molti casi, il campionamento influisce sul risultato dell’analisi più dell’analisi stessa. Inoltre se il campionamento è stato eseguito da tecnici Savi, il Laboratorio garantisce che la descrizione del campione riportata sul Rapporto di Prova corrisponda effettivamente al punto di prelievo riportato e nella data indicata, mentre in caso contrario, queste informazioni apparirebbero sul Rapporto di Prova come “dichiarate dal Cliente” e la garanzia del Laboratorio non si estenderebbe oltre ai risultati dei parametri analizzati. Invitiamo quindi, anche per una maggiore tutela, i nostri Clienti a contattarci per analisi e campionamento: la presenza costante dei nostri tecnici sul territorio ci permette operare ad un costo estremamente concorrenziale.

Anche nel caso in cui il Cliente decida di eseguire autonomamente il prelievo Lo invitiamo a contattarci per avere maggiori in informazioni. E’ inoltre nostra premura fornire al Cliente, nei link associati ai pulsanti sottostanti, informazioni sui quantitativi minimi di campione da prelevare e sui contenitori più adatti per effettuare le varie analisi.

[1] Wikipedia




INFORMAZIONI



I campi contrassegnati con * sono obbligatori


CONSULTA ANCHE